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lunedì 10 novembre 2025

23° Tappa

 23° Tappa  Bluff - Dunedin 321 Km auto.


Lasciato senza nostalgia il vecchio Hotel di Bluff, ci dirigiamo alla vicina Invercargill, l'aspetto è di una vera cittadina,  con negozi, ristoranti,  farmacia,  scuole, parchi, insomma tutto. Il nostro obiettivo è però una ferramenta,  no non ci servono ricambi, ma la ormai famosa E Hyens and Son. Dove è esposta la Indian del record di velocità del 1967 di Burt Munro.











La città in cui si ambienta e che viene citata nel film d’avventura Indian - La grande sfida (The World's Fastest Indian), un biopic del 2005 ispirato alla vita e alla carriera del motociclista Burt Munro, interpretato da Anthony Hopkins.
Il negozio è assai grande, e oltre agli articoli da bricolage espone anche una discreta quantità di moto d'epoca, inutile dire che il pezzo forte è la Indian del 1920, opportunamente modificata con la quale Burt sfido' il cronometro,  record tutt'ora imbattuto.
Per chi ha visto il film la storia è appassionante e Burt aveva 68 anni quando fece il record, c'è ancora un po' di tempo. Con il sorriso di ammirazione esco dal negozio e penso che a volte i sogni si possono realizzare anche quando non si è più giovani. 
Il tempo è  grigio coperto e qualche goccia di pioggia cade dal mattino.  Noi partiamo alla volta di Dunedin, una città della regione dell'Otago.
Sulla statale 1 si corre veloci, ma senza superare il limite dei 100. La strada sale e scende dalle colline verdi, non c'è quasi traffico,  a destra e sinistra solo pecore, sulle scarpate le ginestre colorano il quadro con fasce gialle magnetiche per gli occhi. Attraversiamo paesini senza storia, dai nomi illustri, Milton, Mataura, Clinton, Balclutha. Così in poco più di due ore giungiamo a Dunedin che si trova al centro di un bel golfo. 









Dopo esserci sistemati indugiamo un poco se inforcare le bici per un facile percorso lungo la penisola di Otago o se prendere l'auto, fare altrettanto e allungare per la sua l'estremità al Centro Nazionale degli Albatros dove peraltro vi è anche una colonia di pinguini gialli. Il tempo è incerto ed io ho un po' di nausea, decidiamo per l'auto.
La strada lungo il golfo porta ad un piccolo paese "Portobello" e proseguendo si arriva alla riserva degli albatros. Arrivati al capo della penisola parcheggiamo circondati da chiassosi gabbiani che a pochi metri nidificano. Una falesia alta e corrugata cade direttamente nell'oceano. Il centro visitatori è molto ben strutturato,  filmati sulla natura, percorsi didattici,  e tanta merchandising. Ma qui tutto fa businnes, la wilderness è un buon pretesto per vendere. Per salire alla sommità della collina dove è anche presente un faro occorre fare un biglietto, la visita è guidata ogni ora, si dovrebbe vedere dove la colonia di albatros nidifica e in questa stagione sia le uova che i piccoli, che non sono poi tanto piccoli. Il biglietto costa 30€ a testa, io mi rifiuto. Ci accontentiamo di scendere alla baia dove vediamo alcune otarie orsine della Nuova Zelanda.  Paola in una sosta riesce anche a fotografare un pinguino. Il grosso della colonia arriva solo con il buio dal mare per riposare. 


















Sono quasi le 18, ma non ci sembra il caso di fermarci oltre anche perché comincia a piovere seriamente. Per tornare a Dunedin però facciamo una strada diversa che percorre la penisola passando sul suo crinale. Alcuni punti panoramici, ma con pioggia e foschia si possono solo intuire. Nel percoso siamo ammirati dai bellissimi fiori e dagli alberi dal tronco massiccio e stranamente costolato, delle vere sculture viventi.








Per oggi è  tutto.

Ciao alla prossima. 

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