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mercoledì 29 ottobre 2025

11° Tappa

 11° Tappa Maymorn - Featheston 40 km in bici. Più altri in auto dintorni e a Pinaccles


Oggi giornata vissuta appieno, non ci siamo concessi pause se non quella lunga del pomeriggio aspettando il treno, si, siamo pure stati sul treno.


Il giro scelto è  il Remutaka, si tratta di un percorso semicircolare abbastanza lungo che attravesa parchi naturali e foreste. Noi abbiamo optato per il tratto 2 da Maymorn a Featheston. Con tutte le precauzioni possibili il meteo ci dava nubi sparse al mattino e pieno sole nel pomeriggio, ma qui il tempo è variabile in modo sorprendente e le previsioni non sempre corrispondono alla realtà. Una volta partiti in bicicletta da Maymorn ci troviamo a fare un chilometro assai ripido e poco dopo imboccare un tunnel dismesso della vecchia e leggendaria ferrovia. Infatti il tracciato percorre la linea di una ferrovia costruita nel 1880 che attraversava una montagna, con diversi tunnel e ponti e una rampa finale che i treni dovevano fare cambiando locomotore. Sulla sommità vi era una stazione di servizio apposita per questa ragione, con un sistema girevole per invertire la marcia.

























Il paesaggio è incantevole, valli, vallette laterali, piccoli ruscelli e due fiumi, uno a salire e l'altro a scendere. Il fondo è ottimo in pietrisco tritato fine, purtroppo il cielo non è quello che speravamo, risulta chiuso e grigio in peggioramento. Ci fermiamo comunque per tante foto.  Molti punti presentano cartelli che spiegano l'opera titanica degli operai in fase di realizzazione.  Alla sommità,  ancora pochi resti della stazione.  Un lungo tunnel ci porta sull'altro versante, mentre incomincia a piovere sempre più intensamente, ci troviamo a transitare su di un lungo ponte sospeso, il vento è forte e oltre alla pioggia arriva grandine fine, ma dolorosa. Io sbando di continuo e più volte metto il piede a terra,  Paola lo deve passare a piedi con grande difficoltà e paura. Segue una lunga discesa ripida, il freddo ci assale, le mani sembrano congelate, ci infiliamo in una ultima galleria per ripararci. Per fortuna il peggio è passato, continuiamo a scendere ormai senza pioggia,  ma nel freddo intenso che il vento amplifica a dovere. Alla vecchia stazione alla base della discesa troviamo riparo in un piccolo portico e ci scaldiamo con il tè ancora bollente della termos. 












esce il sole, la temperatura sale improvvisamente e così riusciamo a fare gli ultimi 10 km fino a Featheston, piccolo agglomerato di case con stazione funionante per il ritorno. Sono solo le 13,30, l'unico treno del pomeriggio passa alle 16,22 , Quasi tre ore. Ne approfittiamo per mangiarci il nostro panino e recuperare energie termiche al sole che non ci lascerà più fino al tramonto.

L'esperienza del treno è piacevole, in coda vi è una mezza carrozza per il trasporto di biciclette e bagagli ingombranti. Il capotreno ci aiuta a caricare le bici, noi dovremo sederci nella zona passeggeri, il biglietto si  fa a bordo. Per tornare a Maymorn ci vogliono 5 dollari a testa più 1 per la bici, 21 km di tratta, e 21 minuti. Anche sul treno si vedono scorci di paesaggio quasi fiabesco.






Alle 16,45 siamo già in auto, ma data la ormai stupenda giornata decidiamo di andare a scoprire qualche altro luogo.
Puntiamo su Pinnacles che dista un'ora e venti. La statale che valica la catena montuosa è una continua serpentina sia in salita che in discesa, spettacolare anche per farla in moto. Quello che ci stupisce è la completa assenza di case e fattorie, solo boschi e foreste native. Giunti nella pianura il paesaggio non è da meno, mancano aggettivi per dare il giusto riconoscimento. Sul mare altrettanto ancora pochi chilometri e siamo al parcheggio da dove parte il sentiero da fare a piedi.  Già qui il posto è un prato al limitare del bosco con un torrente al fianco,  ideale per campeggiare.  Infatti alcune tende e camper. Ormai però sono le 18,30 e per arrivare al punto di osservazione dei pinnacoli di terra ci vogliono 45 minuti. Potremmo trovarci a tornare al buio. Con passo svelto saliamo verso il punto prestabilito, con un po' di patema pensando al ritorno, ma poi riusciremo anche a tornare in tempo per il tramonto in mare. I pinnacoli sono inseriti in una cornice di calanchi di sabbia grigia, sono molto alti, bella è anche la salita nella foresta nativa, accompagnata dal canto di numerosi uccelli.






















Al termine torniamo al nostro appartamento al Motel 22. Sono le 21,30, lo stomaco reclama la pastasciutta.  Così è.

Ciao alla prossima. 

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